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domenica 17 marzo 2013

Il grande e potente Oz. Recensione

Titolo originale Oz: The Great and Powerful.
Un film di Sam Raimi.
Con James Franco, Mila Kunis, Rachel Weisz, Michelle Williams, Zach Braff.   Fantastico, durata 127 min. - USA 2013. - Walt Disney uscita giovedì 7 marzo 2013.




"Non sono il mago che stavi cercando, ma sono il mago di cui tu hai bisogno…" 

Questa frase detta dal mago è appropriata per aprire la recensione di un film che ho visto con mio figlio di otto anni e due suoi amici.
Non è esattamente il film che mi aspettavo ma hai bambini è piaciuto, si sono divertiti, quindi era quello di cui avevano bisogno. Sam Raimi dirige il prequel del Mago di Oz di Victor Fleming, che racconta come il celebre e amato mago, creato da L. Frank Baum, sia arrivato nel mondo di Oz. Oscar Diggs è il mago protagonista che dal polveroso Kansas viene precipitato su una mongolfiera nel regno di Oz. Qui dovrà capire chi siano i buoni e i cattivi, Oscar Oz è uno pseudo-mago da strapazzo, che si esibisce nelle fiere e che, all’inizio, troviamo in fuga a causa della sua attività di acchiappasottane. Nel regno di Oz incontra una graziosa strega, Theodora,  che lo prende per il mago destinato da una profezia a diventare re del paese, nonché possessore di un favoloso tesoro.
A patto, però, che faccia fuori una strega cattiva. Però le streghe del regno sono tre: oltre a Theodora, sua sorella Evanora e la bionda Glinda. Qui la faccenda si complica per il povero mago che poi tanto mago non è… chi sarà la strega buona?…
Per uscire dalla intrigata vicenda il mago decide di allearsi con Gilda regina di un popolo pacifico e figlia del defunto Re. 
Questo provoca l'ira di Theodora che già si era invaghita di lui.
Cosa può fare un finto mago contro le potenti magie della strega cattiva? l'unica cosa che ha a disposizione, l'illusione… l'illusione delle nuove macchine che da li a breve i fratelli Lumière avrebbero inventato… l'illusione del cinema. Il giovane mago proietta nel cielo la propria immagine a dimensioni gigantesche: diventando così davvero il grande e potente Oz. 
Qui bisogna dire che il film mi ha coinvolto e affascinato, lontano però dall'incantevole magia  che invece si trova nel bellissimo "Hugo Cabret" di  Martin Scorsese, dove vi è una immensa dichiarazione d'amore per questa fantastica arte. Nel mago di Oz rimane un espediente fatto di fumo e di fuochi d'artificio e poco ha a che fare con la magia del cinema. Ma queste sono cose che solo noi adulti possiamo percepire, ai bambini è rimasto il fascino degli effetti in tre dimensioni, con qualche sobbalzo sulle poltrone, e qualche risata, e molto fascino come la Disney sa confezionare.




 

sabato 2 marzo 2013

Educazione Siberiana - recensione

Educazione Siberiana è l'ultimo film di Gabriele Salvatores, Oscar nel 1992 per Mediterraneo. Tratto dal romanzo omonimo di Nicolai Lilin.
Un cast di nomi internazionali dove spicca quello di John Malkovich (il nonno) e i giovani Arnas Fedaravicius e Vilius Tumalavicius, rispettivamente nei panni di Kolyma e Gagarin, amici per la pelle nella fredda Transnistria - corrispondente all'attuale Moldavia - iniziati alla criminalità da nonno Kuzjia con le prime rapine e la condivisione della refurtiva.
Salvatores con questo film passa i confini e esce dagli schemi di film "Italico" mantenendo pero fermi i suoi punti di distinzione sia nella sceneggiatura, di cui è autore insieme ai fedeli Stefano Rulli e Sandro Petraglia, che nella regia: cioè la forza dei personaggi e la struttura narrativa decisa. 

Con momenti anche di pause gioiose, (la giostra) che però preparano a risvolti drammatici, il film risulta gradevole e malgrado le temperature e le scene di neve, caldo e emozionante. Indubbiamente la violenza si intreccia e respira con i personaggi e li accompagna.


La figura del nonno criminale che segue un codice d'onore molto rigido e prega per tutti tranne che per quelli in divisa, che tiene lontano il denaro e la droga è affascinante e Malkovich è perfetto nel suo ruolo.

"È folle volere troppo. Un uomo non può possedere più di quello che il suo cuore può amare!" 

In un mondo che subisce importanti cambiamenti (la caduta del muro di Berlino) dove i poteri mutano, cambiano le bandiere, ma non la sostanza. Gli Urca (I Siberiani) riconoscono solo sé stessi e si affidano a quella Madre Siberia forte e selvaggia come loro.

Dove le leggi dello stato mancano, le leggi del clan, della propria appartenenza e dei suoi principi è l'unica fede, l'unico valore.

Interessante la dissertazione sul tatuaggio, vera mappa della vita di un uomo.

La cosa che più mi ha intrigato è proprio il dualismo tra criminalità e religiosità che però non è approfondito, forse volutamente? Per altro già visto poche settimane fa nel film "Les Misérables" il rapporto con la legalità, la giustizia e la religiosità.
Ovviamente il paragone è azzardato ma questa voglia di valori puri, non corrotti, è un'esigenza non solo Nazionale, ma Mondiale.