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domenica 27 gennaio 2013

Tutta colpa di carosello

RIFLESSIONI
Spesso, ultimamente, più di prima, mi trovo a riflettere sulla mia generazione.
Quelli che da bambini la sera prima di andare a letto potevano vedere CAROSELLO.

Per chi non lo sapesse, era una punizione insostenibile andare a letto prima.
Per quelli come me nati con la TV in bianco e nero, che sembrava un mobile in radica, quasi da nascondere dietro delle antine, con un solo canale. La sera, prima di cena c'era il maestro Manzi, che insegnava a leggere e scrivere alle nonne e ai bambini, e dopo cena tutti davanti al tubo catodico, anche i vicini che non se lo potevano permettere, a vedere "Il Segno del Comando" o "A Come Andromeda" Quelli che la storia ce la raccontavano i nostri nonni, che erano stati sfollati durante la guerra o che la guerra l'avevano fatta e subita, ma che ne erano sopravvissuti. Quelli che negli anni settanta andavano alle manifestazioni con gli striscioni "gonfi" di buoni ideali, di altruismo, di senso civico e tante, tante speranze per il futuro e il paese.

Quelli che poi hanno cercato di resistere alle prime delusioni, alle seconde… alle terze, che poi hanno smesso di resistere…
Che si sono sposati tardi,  o che hanno divorziato presto. Che poi si sono risposati… e che cercano di resistere. 
Quelli che hanno mollato la moglie per una donna molto più giovane dell'est Europa o Cubana. Quelle che nonostante il marito le avesse mollate hanno avuto la forza di andare avanti da sole con figli, mutuo, e cane. Quelli che hanno deciso di fargliela pagare con mantenimenti da capogiro  -"se lo può permettere il bastardo"-.
Quelli che hanno deciso di non avere figli, o che li hanno avuti tardi, o che hanno saputo di non poterli avere… e che poi in un modo o nell'altro li hanno avuti. Quelli che hanno dei figli in fila per le selezioni del Grande Fratello o quelli che hanno i figli in fila per i test d'ingresso a medicina.
Quelli che sono cresciuti all'ombra di una personalità Materna/Paterna invadente, ingombrante o prestigiosa o al contrario inconcludente, assente, denigratoria. Quelli che nonostante le sedute dall'analista non riescono a trovare il proprio essere, il proprio equilibrio.
Quelli che a cinquant'anni hanno perso il lavoro e non sanno cosa fare, che hanno perso il lavoro e si rimboccano le maniche e ricominciano. Che un lavoro vero non l'hanno mai avuto perché rincorrono ancora le proprie illusioni.
Quelli che sulla mensola della libreria hanno ancora Il Capitale e Le Lettere dal Carcere.

L'illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva; la storia insegna, ma non ha scolari. Antonio Gramsci, su L'Ordine Nuovo, 1921
Dopo tutto questo farneticare mi chiedo se oggi siamo come siamo non sarà colpa di CAROSELLO?







giovedì 22 novembre 2012

Scattisti o fondisti

Tu ti ritieni uno scattista o un fondista?…




In Atletica è facile anche distinguere fisicamente la differenza tra i due tipi di atleti.
Il primo massiccio e imponente, uomo o donna che sia, quando si piazzano sui blocchi di partenza il loro fisico asciutto, lucido, esplode in tutta la sua bellezza e anche loro sono belli.
Distanti l'uno dall'altro, ognuno nelle loro corsie allo sparo scattano, volano sul pista rosso, e il traguardo è già superato. Per gustarlo lo spettatore lo deve rivedere e la moviola più volte si sofferma nei momenti salienti.
Il secondo più minuto filiforme; i muscoli ci sono, il fisico è certamente atletico, ma è stato modellato dalla fatica, dal dolore e dalle ore interminabili di corsa, in qualsiasi situazione atmosferica.
L'atleta sa che la sua corsa sarà anche un gioco di testa, di resistenza psicologica, di saggia gestione delle forze, un'alchimia che lo condurrà da solo al traguardo e forse è questo che pensa quando ammucchiati uno accanto all'altro sentono lo sparo del via.

Nella vita?… anche la vita di tutti i giorni è fatta di scattisti e di fondisti.


Certo io non sono una scattista… mi piacerebbe… ma purtroppo non lo sono, nel fisico, nella mente e nello spirito. Il mio traguardo è lontano, ma non demordere è il motto dei fondisti, devono faticare e lottare contro il tempo.
Purtroppo nella vita non è come in uno stadio dove le discipline sono ben distinte… Qui si parte tutti in gruppo, senza distinzioni.
Mentre lo scattista è già arrivato tu ancora tieni il fiato, cerchi di gestirlo per non rimanere senza, rallenti, ti idrati e poi riprendi la corsa con un'obbiettivo preciso la META… IL TRAGUARDO.







martedì 20 novembre 2012

Un bravo sceneggiatore

Per chi fosse appassionato di sceneggiatura vorrei segnalarvi il sito di Fabio Bonifacci » 



Lo sceneggiatore di film come  “Lezioni di cioccolato”, “Notturno Bus”,“E’ già ieri”, “E allora Mambo!” Benvenuti al nord".
Sul sito trovo interessante 

SCRIVILA ANCORA SAM.   Un corso di scrittura del tutto gratuito


Dove l'autore si apre ai lettori e con molta umiltà racconta quello che sa sulla scrittura di una storia; con esercizi e materiale didattico.
Dichiara:
"Lo faccio perchè da giovane, davanti a esosi master, mi dicevo “se divento sceneggiatore, terrò corsi gratis”, e dopo 11 film è ora di mantenere la promessa.
Lo faccio perchè insegnare è il modo migliore di imparare, o di ripassare.
Lo faccio perchè mi piace l’idea che i saperi vengano diffusi gratuitamente.
So che dare consigli davvero utili sulla scrittura è difficile, io ho la speranza di riuscirci ma non la certezza. Anche per questo è gratis: se non altro, nessuno potrà dire di essere stato fregato."

Bravo Bonifaci



mercoledì 4 luglio 2012

Testo narrativo, teatrale, cinematografico. Le differenze


La struttura  (inizio; sviluppo; fine) è alla base di tutti i tipi di scrittura:

romanzo
*
commedia teatrale
sceneggiatura



Vediamo in cosa differiscono i tre tipi di scrittura

Scrivere o sviluppare un ‘idea sottoforma di romanzo o di racconto, di solito ha come punti fermi la vita interiore del protagonista: racconta emozioni, pensieri, ricordi che prevalgono rispetto all’azione.
Una commedia è ancora diversa: racconta col dialogo e le parole e l’azione è rappresentata su uno spazio ristretto, quello del palcoscenico.
I personaggi si raccontano con le parole. Nel testo vi possono essere dei suggerimenti, dei movimenti che l’attore deve compiere sul palcoscenico.
In una sceneggiatura i personaggi si raccontano con i fatti più che con i dialoghi. Chi legge una sceneggiatura deve vedere il film.



Differenza tra i generi

 


ROMANZO
TEATRO
CINEMA
Lunghezza
Infinita
120-150 minuti
80-180 minuti
Linguaggio (presentazione degli eventi)

Narrato

Rappresentato

Rappresentato
Numero dei personaggi
Illimitato

Limitato
Illimitato
Scelta del luogo
Libera
Limitata
Libera
Dialogo
A scelta dell’autore
Totale
Parziale
Pensiero del personaggio
Descritto
Nascosto
Nascosto
Pensiero dell’autore
Descritto
Mancante
Mancante
Esposizione del luogo e del tempo
Descrittiva
Nelle scenografie e nei costumi
Nelle scenografie e nei costumi o nei titoli di testa