sabato 13 ottobre 2012

nuovo appuntamento con DIETRO LO SCHERMO


LA COMUNICAZIONE TEATRALE





Il Teatro è movimento, vita, corpo, figura, musica, luce ecc.
La sua caratteristica primaria è il confronto diretto tra attore-spettatore.
Potremmo definirlo una forma di comunicazione non mediatica, cioè senza mediatori non-umani. (mezzi tecnici)
Altra caratteristica fondamentale è la sua irriproducibilità :


Ogni volta che uno spettacolo è replicato, cambia

IL PUBBLICO
L'UMORE DELL'ATTORE
POSSIBILI INCONVENIENTI



Le sue principali caratteristiche sono: 

IMMEDIATEZZA
COMPRESENZA EMITTENTE/RICEVENTE




Ogni qualvolta che lo spettacolo si replica, (concezione moderna, anticamente lo spettacolo non veniva replicato), non solo l’attore non può mai ripetere perfettamente le stesse cose, (non è una macchina) così il pubblico a maggior ragione cambia, è diverso, quindi diverse saranno le sue reazioni e sopratutto la sua personale interpretazione.


CODICI RIPRODUCIBILI:
Scenografia, costumi, luci, copione, musiche.

SUPPORTO:
Attore.



Il luogo dove si svolge lo spettacolo è il palcoscenico. Questo può dirsi non solo del palco vero e proprio che si trova nei teatri al chiuso o all’aperto, ma anche a forme geometriche immaginarie che separano scena e spettatori, o che li integrino insieme.
La scenografia è composta da questi elementi essenziali:

  • Quadro - telaio esterno verticale fisso
  • Boccascena - interno del quadro composto di elementi mobili (quinte, arlecchino, sipario, schermi dcc.)
  • Palcoscenico - interno ed esterno (proscenio)

Il fondale, in tela, cartone, faesite, compensato o può anche essere in muratura o uno schermo sul quale proiettare diapositive.
Le quinte sono mobili e possono essere degli stessi materiali del fondale. Per dare un senso prospettico le quinte sono sovrapposte e convergenti al centro.
Tutta la scenotecnica è rafforzata dalla sottolineatura data dagli effetti luminosi, quindi l’illuminazione per una rappresentazione è fondamentale.
Fasci di luce possono sottolineare l’intervento di un personaggio, seguirlo nella fuga tra la platea.. possono anche rappresentare lo sfondo... ad esempio le luci di una città.

Il regista

E’ colui che interpreta il testo e lo “fa suo” cioè dà vita alla “scrittura scenica” .
Il regista decide gli interpreti, i ruoli, le musiche, e si avvale di collaboratori fidati per i costumi (costumista) e le scenografie (scenografo).
La prima fase di lavoro che il regista compie sono le sedute di lettura: tutti insieme, gli attori e il regista leggono il copione seduti a tavolino. In questi primi incontri il regista dà agli attori suggerimenti interpretativi e indicazioni comportamentali e di carattere dei vari personaggi.
La fase successiva è la prova sul palcoscenico dove si individuano e si stabiliscono i movimenti degli attori sul palcoscenico le loro entrate e le uscite.
Le prove con le scenografie, le luci e i costumi sono le ultime.
Quando tutto è pronto... lo spettacolo ha inizio  


COME E’ FATTO UN TESTO TEATRALE ?


-Scena 1°-

Siamo nel magazzino dell’ “Ufficio brevetti e invenzioni”.

Inserviente 1 -         Sì sbagliando s’inventa (al computer) a te chi ti ha
inventato ha proprio sbagliato!
Inserviente 2-                  Con chi ce l’hai?
Inserviente 1-          Con sti scatoloni elettronici.
Inserviente 2-                  Eh?
Inserviente 1-                  Il cervello elettronico, il computer, il PC come diavolo si chiama lui
Ma se per tanti anni le abbiamo catalogate a mano le invenzioni…
…che bisogno c’era di mettere adesso tutti i dati lì dentro? Come dice il capo, il futuro!
Inserviente 2-                  (davanti al computer) Futuro?! Ma qui anziché andare avanti andiamo indietro! E sbrigati malvagio quanto ci vuole?
 (sulla scala) Allora? Cominciamo?
Inserviente 3-          (da sotto) Sì, sì passami quell’aggeggio...Piano!
Inserviente 2-                  (sulla scala)  La vasca per i pesci?!

I copioni spesso sono divisi in atti  e avvolte gli atti possono avere dei cambi di scena. Vi sono però anche delle commedie che sono degli atti unici.

Nel copione si trovano generalmente brevi cenni ambientali che sono sempre all’inizio atto o scena.
I suggerimenti di atteggiamento o umore del protagonista, si mettono tra parentesi prima dell’inizio del dialogo, dopo il nome del personaggio che deve fare la battuta.








lunedì 3 settembre 2012

Nota di Survival International

Vi voglio segnalare

ciò che è accaduto in Venezuela

Giovedì 30 Agosto 2012
Nota di Survival International
Venezuela - Cercatori d'oro massacrano una comunità di Yanomami
Dai primi indizi sembra che le persone massacrate siano circa 80, ma il numero preciso delle vittime è impossibile da stabilire ora. Al momento, i sopravvissuti rinvenuti sono solo 3


Un gruppo di cercatori d'oro ha massacrato una comunità di Yanomami venezuelani isolati. È quanto appreso da Survival International a cui alcuni testimoni hanno raccontato di aver trovato «corpi e ossa bruciati» presso la comunità di Irotatheri, nella regione di Momoi, vicino al confine con il Brasile.
Dai primi indizi sembra che le persone massacrate siano circa 80, ma il numero preciso delle vittime è impossibile da stabilire ora. Al momento, i sopravvissuti rinvenuti sono solo 3.
Sembra che il massacro sia avvenuto in luglio, ma il fatto è stato scoperto solo ora.
La comunità si trova in un'area molto remota e gli Indiani che hanno rinvenuto i corpi hanno dovuto affrontare un lungo cammino per raggiungere l'insediamento più vicino e denunciare la tragedia.
Luis Shatiwe Yanomami, un leader dell'organizzazione yanomami Coronami, ha incontrato i testimoni a Parima. Pare che i sopravvissuti fossero fuori a caccia mentre la loro comunità veniva data alle fiamme.
«Stiamo denunciando la presenza di molti cercatori d'oro illegali da tre anni», ha dichiarato Luis Shatiwe a Survival.

Secondo Eliseo, un uomo Yanomami dell'area, gli Indiani che hanno scoperto il massacro avrebbero trovato «corpi e ossa bruciati, e i resti carbonizzati di uno sciabono» (la casa comune).
Non è la prima volta che gli Yanomami vengono massacrati in massa. Nel 1993 vennero assassinati 16 Yanomami della comunità di Haximu, in Brasile. Per quel fatto, un gruppo di minatori fu successivamente incriminato per genocidio. Al momento non è ancora stata compiuta nessuna indagine sui fatti recenti.

«Un'altra scioccane tragedia per gli Yanomami - ha commentato Stephen Corry, direttore generale di Survival -. Un altro crimine da aggiungere alla lunga lista delle violenze. Tutti i governi della regione amazzonica devono fermare la crescita incontrollata delle attività minerarie, del disboscamento e della colonizzazione illegali che affliggono i territori indigeni. Queste attività finiscono inevitabilmente con il massacro di uomini, donne e bambini indiani. Le autorità del Venezuela devono consegnare i killer alla giustizia e mandare un segnale forte in tutta la regione: l'uccisione degli Indiani non resterà più impunita. Disboscamento e attività minerarie devono finire».

venerdì 3 agosto 2012

La Struttura Della Storia - VI appuntamento


La struttura della storia

      
Per scrivere una sceneggiatura, un romanzo o una commedia teatrale, indispensabile è l’idea. Questa non si può studiare, cioè non vi sono scuole che vi possano insegnare un metodo per avere idee originali o nuove o… le idee vengono guardando, leggendo, sognando, ecc...
L'idea dev'essere sviluppata: vi è un modo per procedere che aiuta a sviluppare la storia: la struttura.
Strutturare una storia vuol dire procedere, costruire, mettere un elemento accanto  l’altro.
Nel caso della sceneggiatura, quindi dello scrivere per il cinema o la televisione, sarà una storia costruita attraverso Azioni, Personaggi, Avvenimenti. Questi elementi devono essere strutturati in:



Ognuna di queste unità è parte della storia e la storia è l’unità che risulta dalla singole storie.
Non è quindi la struttura che crea la storia, ma la storia che crea la struttura.
Queste tre unità possono essere interpretate come Atti teatrali, cioè Tempi della storia





 
Nel Primo atto si imposta la storia: si stabiliscono i personaggi, i luoghi e cosa devonoo fare. Ci poniamo le tre domande: chi, dove, come.
Questo inizio è importante per catturare l’interesse dello spettatore.
Verso la fine di questo atto dobbiamo creare un colpo di scena.
Il colpo di scena è un episodio, cioè un fatto che indica l’inizio della storia.
Ad esempio nella favola di Cappuccetto Rosso quando la mamma dice a Cappuccetto di stare attenta nel bosco e di non fermarsi. Questo allerta lo spettatore e dà alla storia una direzione (succederà qualcosa?).

 Il Secondo atto è la parte più ampia della storia. Al suo interno vi devono essere degli elementi che portino avanti il racconto: degli intoppi, delle svolte... (chiamato Intreccio Narrativo).
Cappuccetto ad esempio incontra il cacciatore e il lupo ascolta lo loro conversazione di nascosto e decide di andare dalla nonna.
Nella favola di Cappuccetto Rosso questo è l’elemento del secondo colpo di scena che ci fa passare al

Terzo atto cioè alla conclusione della nostra storia. In questo atto si svela cosa succede al protagonista: Cappuccetto verrà salvata dal cacciatore e il lupo ucciso.